Prato

Prato, il primo taglio

Postato il Aggiornato il

wp-15813562749798741895900516374264.jpg

Fatto il primo taglio del prato. Ora va concimato perché alcune aree si sono ingiallite. Però aspetterò la fine del mese per dare azoto a cessione rapida, azoto a cessione lenta, un po’ di potassio e del ferro (preferisco sotto forma di chelati).

La cura del prato

Postato il Aggiornato il

Il prato è stato tagliato per la prima volta, quando era ben asciutto. In seguito è stato arieggiato nelle parti più compattate e concimato con del concime apposito a lenta cessione. Infine, innaffiato. Ora, sta decisamente meglio…

Lavoriamo sui prati

Postato il Aggiornato il

I prati vanno curati in questo periodo (anzi è pure un po’ tardi).

Oltre alla classica rasatura, fatta in questo periodo all’altezza minima, ci si prepara per le operazioni di manutenzione “grosse”.

Innanzitutto il prato va scarificato, cioè bisogna eliminare tutto il feltro che si è formato alla base delle singole piante sopra il terreno. Noi comuni mortali lo facciamo con una scopa metallica passata con una certa decisione.

Poi passeremo all’arieggiatura. Per fare questo ho delle sotto-scarpe con sotto dei chiodi da 7-8 cm. In pratica la versione pulp degli scarpini da calcio.

Poi, se serve, va fatta una trasemina per sistemare le parti di prato meno folte o rovinate.

Infine va sparsa sabbia e concime specifico.

Tanto lavoro, insomma!

La preparazione all’autunno

Postato il

L’autunno si avvicina e ci sono molte cose da fare per prepararsi per bene.

Bisogna sistemare le piante che necessitano di una potatura verde, come ad esempio il pesco, che è stato riportato in forma, o l’alchechengi, che va rinnovato, o ancora il cachi, che va sistemato dopo la maturazione dei frutti, o infine i piccoli frutti che vanno potati per il prossimo anno.

In più fra poco ci dovremo dedicare allo spostamento di alcune piante in altre collocazioni o la rimozione di alcune vecchie piante non più in sintonia col giardino, tutto questo prima dei freddi (che fortunatamente qui arrivano tardi).

Lasciamo andare i nostri peperoncini, che produrranno almeno per due mesi e dopo verranno preparati per la vernalizzazione (potatura drastica, irroramento con ossicloruro rameico e propoli agricola e installazione nella serra).

E poi il prato, a cui dedicheremo un post specifico.

Ma se continua co’ ‘sto tempo…

Postato il

… io il prato quando lo sistemo? Le nuove semine, la cura e la concimazione del vecchio… Aiuto!

Progressi settembre 2012

Postato il

Purtroppo il tempo passa e non riusciamo a trovare un momento per aggiornare questo spazio. Succedono tante cose nella vita reale (purtroppo non piacevoli) che ci allontanano dalle nostre passioni.

Anche per il giardino e l’orto nell’ultimo periodo ci sono state difficoltà e sono andati avanti un po’ per conto loro (si nota anche dalla lunghezza del prato che, almeno, si è infoltito e irrobustito).

Settembre ha portato anche una nuova esplosione di fiori, segno che abbiamo costruito bene l’ambiente in modo da avere fioriture più o meno alternate. Stanno per fiorire le anemoni, sono in fiore tutti gli aster (e ovviamente i Settembrini) e le dalie stanno ancora facendo fiori su fiori. Il riempimento di piante nel giardino procede, sia grazie agli acquisti nei nostri garden center di fiducia, sia grazie all’aiuto di amici e parenti che ci donano talee e polloni (per esempio, un bel mucchio di Ipericum, di Muscari e una Ceratostigma plumbaginoides). Fra i fiori messi a fine primavera, stanno dandoci tanta soddisfazione la datura e il cotone, ora nella fase che precede la formazione dei fiocchi veri e propri.

Nell’orto, melanzane, peperoni ma soprattutto friggitelli continuano la loro allegra produzione, rinfrancati dalle temperature più umane. Le zucche hanno ripreso a vivere e a fruttificare e, mentre le prime zucche nate a giugno sono quasi pronte, sta crescendo rapidamente una nuova generazione che riuscirà probabilmente a farci raddoppiare il raccolto (questo principalmente per le Hokkaido). Il topinambur sta andando in fioritura, passo che precede la completa maturazione. Peperoncini come se piovessero, di tutti i tipi: fra poco arrivano anche i primi Bhut Jolokia. Si comincia (in ritardo, anche se confidiamo nel buon clima di Roma) a mettere gli ortaggi autunnali e invernali, che speriamo produrranno in abbondanza.

Fra i frutti, il kaki inizia la produzione (che nella nostra varietà è, purtroppo, non scalare e “violenta”). L’alchechengi sembra stare per fiorire, cosa che ci fa ben sperare. L’uva, invece, è stata trascurata (per le motivazioni espresse a inizio articolo) e i grappoli sono andati direttamente nella pattumiera, si spera che quest’altr’anno riusciremo a farci qualcosa: il nostro sogno è una produzione prototipale di aceto bianco. I kiwi vanno a meraviglia e speriamo quest’anno di assaggiarne un numero consistente. Abbiamo anche comprato alcune piante di piccoli frutti (un lampone precocissimo fra tutti, che va a sostituire quello morto quest’estate per la siccità) che metteremo a dimora nei prossimi giorni in modo da favorire l’attecchimento delle radici prima della brutta stagione.

Non sono morto

Postato il Aggiornato il

… ma tanto lavoro e un mio recente infortunio ci hanno impedito di dedicarci al blog.

Comunque, per riassumere lo stato dell’arte, l’orto va alla grande, siamo quasi al primo cambio parziale di colture (roba di scarola, un altro giro di spinaci – se ce la fanno -, radicchio trevigiano e cavoletti di Bruxelles).

Stiamo finendo la copertura in ghiaia nei pressi dell’orto; in più stiamo finalmente attrezzandoci per il prato, che realizzeremo con un’ottica DYI, per abbassare i costi: vediamo se ci riusciamo!

Come un secchio (*)

Postato il

Vangare è faticoso, anche se la superficie non era eccessivamente estesa. Il problema è la presenza prepotente della gramigna che rende difficoltosa qualunque operazione: difatti, ancora non abbiamo completato la rimozione delle erbacce dalle zolle rovesciate…

Nella foto, uno scatto sulla situazione attuale.

Siamo in linea con i tempi per la semina dell’erba per il prato, che sarà un miscuglio di dicondra (Dichondra repens) e – forse – trifoglio nano (Trifolium repens).

(*) si riferisce, ovviamente, alle dimensioni del mazzo necessario alla vangatura…