piccoli frutti

Si raccoglie

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I lamponi gialli sono sempre i primi a maturare. Belli, grandi e gustosi.

Il risveglio dei piccoli frutti

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I lamponi e i suoi ibridi sono i primi piccoli frutti a risvegliarsi in primavera.

Di conseguenza saranno i primi a fruttificare.

Non vediamo l’ora di assaggiarli qui in famiglia!

Cerchi Aronia?

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Quest’anno ci conto a assaggiare i frutti dell’Aronia! Questi sono i fiori che ad oggi sembrano tutti impollinati…

Per chi non lo sapesse questo arbusto produce dei piccoli frutti simili ai mirtilli, anche se rispetto a quest’ultima pianta ha molti meno problemi di coltivazione.

Speriamo bene!

All the small things (cit.)

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Un po’ di piccoli frutti.

Le fragoline le sto raccogliendo da un po’ già, e fra poco, col caldo vero, si metteranno in pausa per un paio di mesi.

I ribes li ho già raccolti, ma ho solo una pianta e quindi sono stati buoni solo per dei muffin.

Le more stanno maturando e saranno fatte ad agosto. La pianta è piccola, quindi anche in questo caso la produzione è limitata…

La mia idea è quella di tappezzare orto e giardino di varie specie di piccoli frutti in modo da assaggiare un po’ di tutto!

Piccoli frutti crescono

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Ho una smodata passione per i piccoli frutti e oramai nel giardino ho una bella collezione di piante, alcune mi danno soddisfazione, altre meno.

  • Boysenberry: è un ibrido fra mora e lampone, molto molto espansivo e produttivo; i frutti (nella foto) sono dolci con un retrogusto asprigno e si raccolgono le prime tre settimane di giugno, qui da noi; un must-have.
  • Lampone: ne vado pazzo e il primo anno la pianta (una rifiorente) è andata anche bene; ora invece è un po’ stentata e suppongo si stia ammalando; quest’anno ha prodotto pochino.
  • Mora senza spine: la bontà della mora senza il pericolo dei rovi; al secondo anno e già si vedono i primi frutti, che matureranno da fine luglio a ferragosto; fa veramente tutto da sola, starà a me contenerla un po’.
  • Ribes rosso: tre piante, in punti diversi del giardino e non una che fiorisse; le piante sono rigogliose e ricevono tutte le cure che dovrebbero ricevere, ma non restituiscono niente a chi le accudisce con tanto amore.
  • Uva spina: stesso discorso del ribes (del resto sono parenti stretti), sono cinque anni che la pianta sta lì bella e rigogliosa ma niente fiori.
  • Mirtillo americano: ho un rapporto travagliato con i mirtilli, ho provato piante costose da vivai rinomati ma sono sempre morte dopo poco, sia in terra sia in vaso, con tutte le soluzioni acidificanti che potessero capitarmi sotto mano; ora però, ho fatto un tentativo con una pianta sfigatissima presa a un supermercato e miracolosamente sta bene e sembra felice nel suo bel vaso di terracotta; conto su di lei per qualche bacca la prossima stagione.
  • Alchechengi: è un po’ un intruso fra i suoi amici piccoli frutti, questo parente del peperone; è una perenne di breve durata: fortunatamente è facilissimo salvare i semi e ripiantarli gli anni successivi; negli anni passati mi ha dato tanta soddisfazione, con produzioni abbondanti e saporite, da luglio a settembre.
  • Fragoline di bosco: le fragoline le adoro; per avere una produzione degna di nota dovrei averne forse una prateria, ma mi accontento di quelle poche perle ogni tanto; le piante stanno bene e si disseminano in giro per il giardino; nel mio giardino fanno un primo raccolto a giugno e un secondo a settembre.

Piccoli frutti

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La nostra collezione di piccoli frutti aumenta, anche se ancora pochi di loro fruttificano.

Il lampone l’anno scorso ci ha dato belle soddisfazioni, ora siamo in attesa della fioritura.
Fragole e fragoline di bosco come al solito sono molto produttive (con tutto che sono in vaso!).Il boysenberry è carico di fiori.
La mora senza spine deve ancora crescere.
I ribes e l’uva spina, invece, non fioriscono ancora e credo che per quest’anno neanche lo faranno…
I mirtilli invece non li metto più perché muoiono miseramente in pochissimo tempo (quest’anno avevo tentato anche la coltura in vaso in terriccio acido, per dire – secondo me fa troppo caldo anche in inverno).

La preparazione all’autunno

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L’autunno si avvicina e ci sono molte cose da fare per prepararsi per bene.

Bisogna sistemare le piante che necessitano di una potatura verde, come ad esempio il pesco, che è stato riportato in forma, o l’alchechengi, che va rinnovato, o ancora il cachi, che va sistemato dopo la maturazione dei frutti, o infine i piccoli frutti che vanno potati per il prossimo anno.

In più fra poco ci dovremo dedicare allo spostamento di alcune piante in altre collocazioni o la rimozione di alcune vecchie piante non più in sintonia col giardino, tutto questo prima dei freddi (che fortunatamente qui arrivano tardi).

Lasciamo andare i nostri peperoncini, che produrranno almeno per due mesi e dopo verranno preparati per la vernalizzazione (potatura drastica, irroramento con ossicloruro rameico e propoli agricola e installazione nella serra).

E poi il prato, a cui dedicheremo un post specifico.

Progressi settembre 2012

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Purtroppo il tempo passa e non riusciamo a trovare un momento per aggiornare questo spazio. Succedono tante cose nella vita reale (purtroppo non piacevoli) che ci allontanano dalle nostre passioni.

Anche per il giardino e l’orto nell’ultimo periodo ci sono state difficoltà e sono andati avanti un po’ per conto loro (si nota anche dalla lunghezza del prato che, almeno, si è infoltito e irrobustito).

Settembre ha portato anche una nuova esplosione di fiori, segno che abbiamo costruito bene l’ambiente in modo da avere fioriture più o meno alternate. Stanno per fiorire le anemoni, sono in fiore tutti gli aster (e ovviamente i Settembrini) e le dalie stanno ancora facendo fiori su fiori. Il riempimento di piante nel giardino procede, sia grazie agli acquisti nei nostri garden center di fiducia, sia grazie all’aiuto di amici e parenti che ci donano talee e polloni (per esempio, un bel mucchio di Ipericum, di Muscari e una Ceratostigma plumbaginoides). Fra i fiori messi a fine primavera, stanno dandoci tanta soddisfazione la datura e il cotone, ora nella fase che precede la formazione dei fiocchi veri e propri.

Nell’orto, melanzane, peperoni ma soprattutto friggitelli continuano la loro allegra produzione, rinfrancati dalle temperature più umane. Le zucche hanno ripreso a vivere e a fruttificare e, mentre le prime zucche nate a giugno sono quasi pronte, sta crescendo rapidamente una nuova generazione che riuscirà probabilmente a farci raddoppiare il raccolto (questo principalmente per le Hokkaido). Il topinambur sta andando in fioritura, passo che precede la completa maturazione. Peperoncini come se piovessero, di tutti i tipi: fra poco arrivano anche i primi Bhut Jolokia. Si comincia (in ritardo, anche se confidiamo nel buon clima di Roma) a mettere gli ortaggi autunnali e invernali, che speriamo produrranno in abbondanza.

Fra i frutti, il kaki inizia la produzione (che nella nostra varietà è, purtroppo, non scalare e “violenta”). L’alchechengi sembra stare per fiorire, cosa che ci fa ben sperare. L’uva, invece, è stata trascurata (per le motivazioni espresse a inizio articolo) e i grappoli sono andati direttamente nella pattumiera, si spera che quest’altr’anno riusciremo a farci qualcosa: il nostro sogno è una produzione prototipale di aceto bianco. I kiwi vanno a meraviglia e speriamo quest’anno di assaggiarne un numero consistente. Abbiamo anche comprato alcune piante di piccoli frutti (un lampone precocissimo fra tutti, che va a sostituire quello morto quest’estate per la siccità) che metteremo a dimora nei prossimi giorni in modo da favorire l’attecchimento delle radici prima della brutta stagione.